Recensione: "Cara Giulia, quello che ho imparato da mia figlia" di Gino Cecchettin con Marco Franzoso
Ho letto il libro in mezza giornata, è stato il mio auto regalo per la festa della donna nonostante io non senta particolarmente questa ricorrenza.. Ho sentito il dovere di farlo anche se so bene che Giulia non è la prima e purtroppo non sarà l’ultima.. L’ho fatto per Gino, per Elena e per Davide. Giulia adesso è di tutti, non credo che sia un simbolo e comunque non il solo, penso che ognuno di noi in quel periodo abbia sperato che la situazione si evolvesse diversamente ma in fondo tutti sapevamo come sarebbe finita. Ognuno ha la libertà di elaborare il dolore e il lutto a proprio modo e non credo che si possa giudicare.In questi mesi ho sentito cose indicibili su questa famiglia e ho cercato di difenderli, non che avessero bisogno di una paladina ma mi sembra così assurda tanta cattiveria nascosta dietro il pensiero di assurde macchinazioni sulla voglia di stare sotto le luci dei riflettori. Mi sembra assurdo che un padre orfano della propria figlia...