Recensione: Un estraneo il mio corpo di Luciana Balducci
Castelnuovo 1958. Una ragazza di 27 anni, alta, bionda, elegantemente fasciata in un tubino nero, una collana di perle ad accarezzarle il collo e un paio di décolleté di pelle con un tacco vertiginoso, molto sexy, entra nell’Ufficio di Stato Civile. Porge il documento di identità all’impiegato, il quale lo apre, lo legge… poi lo rilegge ancora, spostando lo sguardo dalla carta alla ragazza. «Scusi, ma qui ci deve essere un errore; questo documento non può essere suo». «No, guardi, è proprio il mio documento ed è il motivo per cui sono qui». «Mi scusi, ma continuo a non capire». «Come può vedere sono una donna, perciò vorrei che potesse rilasciarmi un nuovo documento di identità». Chi è quella donna? Cosa le è accaduto prima di quella mattina? Qualcosa è avvenuto. Luciana Balducci tesse i fili della storia personale che condurrà quella donna a coprire una distanza immensa tra quello che era e ciò che diventerà, attraverso un percorso impervio, pieno di dolore e vergogna. Gra...