Recensione: il coraggio di amarti di Mimi Costalunga
Lui è l’assistente domiciliare, lei è la sorella del disabile. Lui è generoso, vivace, ottimista. Lei è cinica, disillusa, pungente. Lei scappa, ne è attratta, si ritrae e ritorna sui suoi passi, fino a che le dighe che ha eretto si disintegrano e solo lui è in grado di riattaccare i pezzi rotti. Ma c’è qualcosa che lui ha omesso di dirle, e che rischia di mandare nuovamente tutto in frantumi.
GIULIA
Sono stata fatta nascere con uno scopo ben preciso: prendermi cura di Giacomo, mio fratello maggiore e disabile grave. Una situazione che non ho scelto e che condiziona da sempre la mia vita.
Se la libertà di vivere deve essere subordinata al mio ruolo, preferisco lasciar perdere in partenza. Conduco la mia esistenza strisciando ai bordi, disillusa e cinica, chiusa nella mia bolla di astio e rancore.
Finché non arriva lui. Vivace, attraente, generoso. È l’emblema di tutto quello a cui ho rinunciato, di cui credevo di non avere bisogno.
L’attrazione che provo per Marco manda in frantumi tutta la falsa sicurezza del mio mondo.
Lo voglio. Ma troverò mai il coraggio di amarlo?
MARCO
Stavo per sprofondare in un abisso, ma ne sono riemerso.
Il mio nuovo lavoro come assistente domiciliare è faticoso ma ben retribuito e posso continuare a studiare per diventare infermiere. Il giovane uomo di cui mi prendo cura, Giacomo, è molto dolce e mi ci sono affezionato. Andrebbe tutto bene, se non fosse per sua sorella.
Giulia è cinica, solitaria, ruvida. Non perde occasione per attaccarmi. Eppure in fondo ai suoi occhi intravedo un universo sfaccettato che mi intriga e mi attrae ogni giorno di più, nonostante lei faccia di tutto per sfuggire al mio interesse.
Dietro alla sua apparenza glaciale si cela un groviglio di sentimenti che entra in risonanza con la sofferenza che io stesso ho sperimentato.
La voglio. Ma non appena riesco a penetrare la sua barriera, mi basta un singolo errore per perderla per sempre
Questo romanzo è fortemente necessario perché sposta l'attenzione verso coloro che vivono la disabilità non in prima persona ma comunque in maniera potente, quelli che oggi chiamiamo car giver. Vivere accanto ad una persona con disabilità non è facile e non parlo solo della fatica fisica ma soprattutto di desideri, emozioni contrastanti con cui si convive. Io sono Giacomo ma ho sentito tutti i sentimenti di Giulia, dolorosamente e profondamente. Non sono finzione, esagerazione ma pura e cruda verità. Ho compreso anche Marco nella sua volontà di fare riavvicinare i fratelli, di aprire Giulia alla vita che si era sempre negata per senso di responsabilità da una parte e di colpa dall' altro. L'amore cresce piano piano ma è vero che prima di amare qualcuno bisogna imparare ad amare se stessi, accettarsi e perdonarsi. Ed è vero che per imparare a convivere con un vissuto così impossibile si ha bisogno di aiuto specifico. Non è finzione letteraria che alcuni fratelli siano nati per prendersi cura di e questa consapevolezza è pesante e a mio avviso completamente errata. Anche Marco è un'anima segnata e per questo non può farsi travolgere totalmente dai demoni di Giulia ma appena lei torna in via di guarigione sa benissimo cosa fare. Ho adorato Angelica, è proprio vero che le apparenze ingannano e bisogna andare oltre. Gli amici dell'assistente personale invece li ho trovati un po' superficiali
Un libro profondo che consiglierò sicuramente, ringrazio l'autrice per averlo scritto.
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