Recensione: Quello che resta dopo gli sbagli di Valentina Ceglia

Venere ha sempre saputo curare le ferite degli altri. Le sue, invece, le ha nascoste dietro sorrisi gentili e silenzi assordanti. Negli anni si è annullata per amore convinta che dare fosse l’unico modo per sentirsi viva. Ma quando la sua relazione più importante crolla, si trova costretta a guardarsi allo specchio e a fare i conti con tutto ciò che ha messo da parte: sogni, desideri, sé stessa. Tra errori che sembrano condanne e scelte che diventano nuove possibilità, Venere comincia un cammino inaspettato, fatto di domande scomode, piccoli coraggi quotidiani e verità che non si possono più ignorare. E proprio quando smette di cercare un amore che la completi, ne scopre uno che può salvarla.
Un romanzo riflessivo, sincero, che parla di rinascita, di forza timida ma esplosiva. Di un amore che accompagna, raccoglie i cocci rotti, e che insegna prima ancora che ad amare, ad amarsi.
Un romanzo per chi ha sbagliato. Per chi è caduto. Per chi sta imparando a scegliersi, ogni giorno.
 "Spesso anche quando ci accade qualcosa di bello scegliamo di tornare indietro. Verso ciò che ci ha fatto male ma che conosciamo già. Perché il dolore familiare è meno spaventoso della felicità incerta. E così, in un momento, buttiamo via la luce nuova per rifugiarci nell’ombra che ci ha cresciuti. Solo dopo capiamo che non era paura di amare. Era paura di fidarci ancora. Perché dare fiducia a qualcuno è come spogliarsi nudi davanti a lui. Senza scudi, senza protezioni. È mettere nelle sue mani un’arma e dirgli: "ok, se vuoi, puoi farmi male" e sperare che decida di non farlo

Questo romanzo è una carezza delicata e profonda non è solo una storia d'amore ma tra queste pagine troviamo rinascita, resilienza e consapevolezza. È inevitabile cadere, sbagliare ma quello che ci insegna Venere è che l'importante è quello che resta dopo gli sbagli.. Venere è in lotta con se stessa perché non sa perdonarsi e accettare una possibilità di felicità perché spesso è più facile trovare rifugio in un dolore che si conosce piuttosto che aprirsi verso un ignoto bellissimo che fa paura; rinascere è inevitabile anche se prima si deve toccare il fondo e rischiare di perdere tutto. 
La scrittura è fluida e coinvolgente, a tratti curativa, ho centellinato i capitoli, un po' come una caramella balsamica nei momenti del bisogno. Ho apprezzato molto i disegni che "raccontano" i capitoli.
Ed è il principe azzurro che però al momento giusto sa fare la voce grossa e scuotere Venere, Bea è l'amica che sa consolare ma fa riflettere... Riccardo il giusto uomo sbagliato troppo bello e presuntuoso...  
L'ambientazione romana e irlandese danno alla storia quel tocco di romanticismo che non guasta. Libro consigliato per sognare e riflettere su se stessi.

"C'è un momento, dopo il dolore di uno sbaglio, in cui il cuore diventa una stanza silenziosa: è lì che si sente la voce della strada giusta. Nel silenzio dopo il pianto, quando il mondo sembra svuotarsi, nasce un seme minuscolo di forza che non pensavi di avere. Se oggi so riconoscere la mia strada è solo perché prima mi sono persa. Senza sbagli non avrei mai imparato la lingua dei miei desideri. E forse è proprio questo il dono nascosto dell’errore: ti spinge a guardarti dentro, a scoprire le parti di te che non avresti mai avuto il coraggio di incontrare. È come camminare in un bosco fitto, graffiarsi tra i rami e scoprire, dietro l’ultima curva, una luce che non pensavamo esistesse"



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