In salotto con Mimi Costalunga, un viaggio tra storie d'amore che lasciano il segno
Ciao grazie per aver accettato l’invito nel mio salotto virtuale
Raccontaci un po' di te, di dove sei, cosa fai nella vita?
Sono nata a Trieste, ma non ci vivo da trent’anni. L’ho lasciata per andare a vivere in campagna con il mio amore, che poi ho anche seguito in Cina per lavoro. Sono stata contabile, pendolare, espatriata. Ora sono tornata in Italia, vivo in una nuova città con mio marito e i nostri tre figli.
Cosa è per te la scrittura.
La possibilità di dare vita a tutte le storie che affollano la mia mente, un bisogno primario a cui non riesco a rinunciare. Una passione che mi rende sempre felice.
Hai degli scrittori cult e altri invece che proprio non digerisci?
Nei dieci anni che ho vissuto in Cina ho letto con grande piacere Pearl S.Buck e Qiu Xiaolong, ma il mio libro preferito resta L’Alchimista di Paulo Coelho. Una scrittrice che invece mi ha deluso un po’ è Valerie Perrin.
Hai un luogo dove scrivi, hai dei rituali?
Scrivo dove capita, basta che ci siano un tavolo e una sedia abbastanza comodi.
Come hai deciso di scrivere questo romanzo?
Per quanto riguarda Il coraggio di amarti, è una storia che ho scritto più di vent’anni fa e mi piace pensare che sia stata lei a scegliermi, e non il contrario. Mi era rimasta sempre nel cuore quindi ho deciso di riprenderla in mano, rimaneggiarla e farne il primo volume di una serie di autoconclusivi.
Come ti sei documentata su un tema così delicato?
Ho letto moltissimo in internet, soprattutto forum ma anche tesi universitarie. Ho anche intervistato alcuni addetti ai lavori.
Parliamo della copertina, come nasce?
Per Il coraggio di amarti volevo una copertina che simboleggiasse sia la durezza di Giulia, sia la sua evoluzione e conseguente apertura verso il mondo. Lo sfondo grigio rappresenta un muro: quello che la protagonista all’inizio del romanzo erige verso tutto e tutti. I fiori di pesco rappresentano la rinascita.
Quale è la tua città preferita e perché?
Così su due piedi direi Shanghai, perché è una metropoli incredibile e piena di contrasti: super moderna, gigantesca, caotica ma anche ricca di storia nelle poche zone che ancora resistono all’aggressione dei grattacieli.
Quale è il tuo personaggio preferito
Se parli dei miei, non posso rispondere: si arrabbierebbero se ne scegliessi uno!
E quello più odiato
Il padre di Cedric in (Don’t) Be my Valentine rappresenta tutto ciò che un genitore non dovrebbe essere.
Quale romanzo tuo consiglieresti per iniziare a conoscerti?
Dipende dalle tematiche e dal tipo di storia preferita. Shanghai mon amour è scritto in terza persona e, oltre alla storia d’amore, racconta anche tanto della Cina. (Don’t) Be my Valentine, pur trattando temi importanti, è una storia più scanzonata. La trilogia Never Enough, invece, racconta di donne coraggiose che trovano l’amore nonostante le avversità che la vita mette loro di fronte.
Quale romanzo consiglieresti non tuo?
Tra gli ultimi letti e che mi sono molto piaciuti consiglio Hating Santa di Lea Landucci.
Tuoi prossimi progetti
Ho in serbo una nuova trilogia di autoconclusivi, tutti ispirati a un trope molto amato.
Il tuo colore preferito
Mi piace l’energia dell’arancione
Mare, montagna?
Mare
Il tuo piatto preferito
Riso alla greca
Una fobia
Non ho vere e proprie fobie, ma mi fanno paura le malattie.
Un sogno da realizzare
Poter viaggiare molto.
Di che segno sei
Vergine
Hobby
Giardinaggio
Raccontati in dieci parole
Ciò che più mi piace fare è scrivere, possibilmente d’amore.
Un difetto
Disordinata.
Un pregio
Capisco le persone.
Cantante preferito
Da ragazza andavo matta per i Simple Minds.
Preferisci leggere in ebook o cartaceo?
EBOOK
Cosa avresti fatto se non la scrittrice?
Da bambina dicevo che mi sarebbe piaciuto fare la pittrice.
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