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GUIDO GOZZANO

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Guido Gustavo Gozzano è stato uno degli esponenti più conosciuti della corrente letteraria post-decadente del crepuscolarismo. Inizialmente volle emulare Gabriele D'Annunzio e il suo mito del dandy. Successivamente grazie alla scoperta delle liriche di Giovanni Pascoli si avvicinò alla cerchia di poeti intimisti che, poi, sarebbero stati denominati "crepuscolari", accomunati dall'attenzione per "le buone cose di pessimo gusto". Morì a soli 32 anni, per la tubercolosi polmonare. Alla tubercolosi, che lo afflisse fin dal 1904, è collegato un viaggio in India nel 1912, intrapreso con la speranza di trovare nel clima di quel Paese un sollievo alla sua malattia. Durante il suo soggiorno in India scrisse una serie di articoli, raccolti nel volume postumo Verso la cuna del mondo (1917). Più importanti le sue raccolte in versi: La via del rifugio (1907) e I colloqui (1911). Il mondo da lui descritto è quello provinciale, piccolo-borghese, visto con amore...

Recensione BACIAMI PRIMA Di AN*

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Mi sarebbe piaciuto essere la persona che lei sentiva il bisogno di chiamare se aveva un problema, un tempo era stato così, poi il problema ero diventato io. In amore non ci si può difendere. Se ci si mette al riparo dal dolore, si sarà irraggiungibili anche dalla gioia. Genova. Un convento carmelitano. Un affresco del Cinquecento. Una ragazza che lo restaura, ma che non sa rimettere insieme i pezzi del proprio cuore. Un ragazzo che torna dall’Australia, ripiombando nella vita di lei, lui e la sua fobia degli insetti e il desiderio di riallacciare una storia rimasta in sospeso. Un altro ragazzo, misterioso, che sfugge da un ingombrante passato da peccatore, e ora vive in quel convento e ha bisogno che gli venga restaurata l’anima. In un’epoca storica provata dalla pandemia, che cerca di sanare le proprie ferite, tre anime spezzate in modi diversi, tre vite che si intrecciano in cerca di redenzione. Questo romanzo di Paola Garbarino è stato un uragano che mi ha travolto, avrei voluto ...

IL POLLICE VERDE

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Le piante grasse sono chiamate Piante succulente perché dotate di particolari tessuti (parenchimi acquiferi) che permettono di immagazzinare grandi quantitativi di acqua L'acqua assorbita durante i periodi di pioggia viene amministrata sapientemente, durante i periodi di siccità, migrando a ogni distretto dell'organismo della pianta che la richieda. Per la presenza del tessuto succulento, foglie, fusti e radici di queste piante diventano carnosi e ingrossati, assumendo - a seconda del tipo - forme tipiche come quelle sferiche, colonnari, a rosetta, appiattite. Le succulente sono spesso indicate, erroneamente, col termine generico di cactus, che in realtà si riferisce a una determinata famiglia di tali piante, tutte originarie delle Americhe. Mentre quasi tutti i cactus sono succulente, non tutte le succulente sono cactus. Caratteristiche Le succulente sono piante adattate a vivere in condizioni di aridità più o meno pronunciata mediante l'assorbimento di grandi quanti...

Due parole con Erika

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Ciao Erika Raccontaci un po' di te Cosa rappresenta per te la scrittura? La scrittura rappresenta tranquillità. Attraverso di essa trovo il modo di sfogarmi, rilassarmi e respirare. Quando c’è una determinata sensazione nella mia testa e nel mio cuore o anche quando semplicemente ho bisogno di stare meglio, scrivo. Hai un luogo dove scrivi, hai dei rituali, ascolti musica? Non ho dei rituali particolari, dipende un po’ dal mood del giorno. A volte ascolto musica e mi lascio trascinare, altre invece ho bisogno di silenzio assoluto. È tutto molto relativo. Come è nato il tuo romanzo? Il mio romanzo è nato molti anni fa in un momento particolare. Ho iniziato ad incanalare le mie emozioni del tempo nella scrittura e la fantasia ha fatto il resto. Il tuo romanzo mi ha molto colpito, alcune frasi me le sono sentita cucite addosso…. Da dove hanno origine? Tutte le frasi che io definisco più significative hanno origine da ciò che provo e sento in quel determinato momento. Poi ...

UMBERTO SABA

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Umberto Saba nacque a Trieste, all'epoca ancora parte dell'Impero austro-ungarico, il 9 marzo del 1883, figlio di Ugo Edoardo Poli, un agente di commercio originario di Montereale Valcellina, e di Felicita Rachele Coen, un'ebrea triestina di famiglia benestante e nipote per parte materna del letterato Samuel David Luzzatto. Il padre, convertitosi alla religione ebraica in occasione delle proprie nozze nel 1882, già qualche mese dopo il matrimonio aveva abbandonato la moglie incinta, probabilmente per sfuggire al mandato d'arresto scattatogli a seguito all'esecuzione dell'irredentista Guglielmo Oberdan di cui era simpatizzante, ma anche per il carattere «gaio e leggero», insofferente ai legami familiari; bandito infatti dai territori dell'Impero asburgico, il primo incontro con il figlio avverrà solo vent'anni dopo. Diversissima l'indole della madre, che «tutti sentiva della vita i pesi» Per i primi tre anni di vita venne allevato dalla balia slove...

IL CIOCCOLATO : UN PO' DI STORIA DELLA MIA PASSIONE

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La domesticazione della pianta del cacao ha origini antichissime e, secondo precise ricerche botaniche, si presume che fosse presente più di seimila anni fa nel Rio delle Amazzoni e nell'Orinoco. I primi agricoltori che cominciarono la coltivazione della pianta del cacao furono i Maya solo intorno al 1000 a.C. Le terre che si estendono fra la penisola dello Yucatán, il Chiapas e la costa pacifica del Guatemala furono quindi le prime a vedere l'inizio della storia del cacao, e insieme a questo del cioccolato. Una delle mie passioni è il cioccolato e quindi ho pensato di raccontare un po' la sua storia: La leggenda dice che la coltura del cacao fu sviluppata dal terzo re Maya, Hunahpu. Un'altra leggenda, questa volta azteca, dice che in tempi remoti una principessa fu lasciata dal suo sposo partito in guerra a guardia di un immenso tesoro; quando arrivarono i nemici la principessa si rifiutò di rivelare il nascondiglio di tale tesoro e fu per questo uccisa; dal suo sang...

AD UN PASSO DAL CUORE

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Ludovica è una ragazza come tante, costretta ad affrontare la terribile malattia del padre e il ritorno di un amore malsano che le sembrava aver allontanato per sempre dalla sua vita. Gianluca, il suo capo, riuscirà a inserirsi in modo genuino nel suo mondo, aiutandola a capire chi è realmente e che cosa vuole dalla sua esistenza. I due protagonisti vivranno un rapporto in crescendo e sceglieranno di combattere contro il tempo, le malattie e gli sbagli che hanno segnato le loro storie personali. "Ad un passo dal cuore" è un romanzo che racconta di una possibilità di rinascita. Proprio come fa la fenice che risorge dalle proprie ceneri, e diventa simbolo di cambiamento, di forza e resistenza al tempo. Questo romanzo d'esordio mi ha tenuto con il fiato sospeso, mi ha frantumano il cuore per poi ricomporlo. Ludovica e Gianluca ci insegnano cosa è veramente l'amore che non è possesso ma desiderare la felicità dell'altro anche a discapito della ...

UN ARISTOCRATICO A MONTMARTRE

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Henri de Toulouse-Lautrec nacque il 24 novembre 1864 ad Albi, una cittadina del Sud della Francia (circa 80 chilometri da Tolosa), in una famiglia aristocratica, tradizionalmente amante delle Belle Arti. I genitori, il conte Alphonse-Charles-Marie de Toulouse-Lautrec-Montfa e la contessa Adèle-Zoë-Marie-Marquette Tapié de Céleyran, erano cugini di primo grado (i matrimoni tra familiari, a quei tempi, erano piuttosto comuni) e assolutamente incompatibili caratterialmente. Mentre l'uno era un dongiovanni esibizionista ed estroso, l'altra era una donna pacata e piuttosto bigotta. Oltre alle incompatibilità caratteriali, questo matrimonio fra consanguinei si rivelò problematico anche per le gravi conseguenze che ebbe sul patrimonio genetico del pittore. Henri nacque infatti con una malattia genetica che lo afflisse per tutta la sua breve esistenza. Il piccolo Henri ebbe un'infanzia felice, coccolato e vezzeggiato soprattutto dalla madre che lo chiamava piccolo gioiello ...

DOVE IL MARE È PIÙ AZZURRO

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Jacob crede di avere una vita perfetta a Londra. Tutto cambia dopo il divorzio e un errore imperdonabile nella prestigiosa agenzia immobiliare di famiglia. Suo fratello e suo padre lo spediscono a Sagres, all'estremità sud-occidentale del Portogallo, affinché mediti sui suoi errori. La destinazione non è casuale, ma Jacob non ne ha idea fino a quando non si lascia travolgere dalla passione per un uomo rude dagli occhi blu che vive come un eremita ai piedi della scogliera. Le giornate di Luis sono scandite dalla volontà del mare. Le scogliere selvagge, la pesca all'alba, la forza dell'oceano. La ragione della sua vita è tutta lì. Nonostante gli incubi e i segni sulla pelle continuino a ricordargli i traumi del passato, Sagres è l'angolo di mondo in cui ha trovato qualcosa che somigli alla pace. La sua tranquillità viene infranta da un nuovo turista con gli occhi scuri e lo sguardo candido. Luis lascia che si infili nel suo letto, come ha permesso ad altri. Ma Jacob vuole...

LE BALLERINE

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Le ballerine di Degas sono il soggetto per cui è famoso Edgar Degas e a cui l’artista si è dedicato a partire dagli anni settanta del XIX secolo e fino alla morte, nel 1917. Le ballerine alla sbarra, a riposo oppure durante le prove sono state una fonte inesauribile di ispirazione per Edgar Degas, che ha rappresentato una incredibile varietà di gesti e posture in tutte le sue opere. Degas, in effetti, era vivamente interessato alle attitudini dei corpi femminili. Egli, tuttavia, non intendeva edulcorarli o idealizzarli, come altrimenti prescritto da una visione dell'arte che si andava stratificando da secoli; al contrario, li coglie in maniera drammaticamente realistica, obnubilandone la grazia e - anzi - mettendone spesso in risalto la goffaggine e i limiti fisici.  Degas amava la danza il suo era interesse legato al lungo di lavoro di preparazione che le ballerine e i coreografi dovevano svolgere per preparare uno spettacolo. Per questo motivo Degas si concentrava spe...